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Categoria: Mastro Sommerso

10 consigli per immergersi in sicurezza con gli squali

10 consigli per immergersi in sicurezza con gli squali

Articolo interessante…. dedicato ….. a chi deve partire Tra le più belle esperienze della mia vita ci sono le immersioni con gli squali. Ne ho fatte a centinaia, con squali d’ogni genere: Longimanus, squali tigre, squali zambesi, martello, mako… animali dal nuoto ipnotico, elegante, bellissimi da vedere. E non mi è mai successo nulla. Mai un tentativo di aggressione. Mai la sensazione di essere in pericolo. Tuttavia, alcuni subacquei, specie quelli alle prime armi, hanno timore degli squali e per questa ragione non si immergono con loro. Un vero peccato, visto che li stiamo portando all’estinzione e tra qualche anno, temo, sarà estremamente improbabile incontrarli. Vorrei allora dare qualche dritta a chi ha, in teoria, la possibilità di immergersi con gli squali, ma tentenna perché ha paura. A confronto con quelle guide subacquee che da anni e anni gestiscono tutti i giorni questo tipo di immersioni, io ‘non so nulla’ (come Jon Snow di game of Thrones). Ma, essendomi immerso con squali in più località, con ‘stili d’immmersione’ differenti per quanto riguarda, ad esempio, l’idea di pasturare o fare shark-feeding, oppure in crociera o costiere, qualcosina ho imparato anche io. Ecco allora qualche dritta. 1) Fate ciò che vi dice il divemaster L’immersione che state facendo è probabilmente un’esperienza unica. Per voi. Invece, per la vostra guida subacquea, è ‘business as usual’. Quindi seguite scrupolosamente la voce dell’esperienza del divemaster e attenetevi alle istruzioni ricevute nel corso del briefing pre-immersione. 2) ‘Non comportatevi da prede’ Questo mi disse Walter Bernardis, pioniere delle immersioni con gli squali tigre fuori gabbia, prima di immergermi in Sudafrica in acque frequentate abitualmente da...
Assetto perfetto: 6 consigli

Assetto perfetto: 6 consigli

Avere un buon controllo dell’assetto durante l’immersione ha svariati vantaggi. Non ultimo quello di ridurre al minimo il rischio di micidiali pallonate con annessa embolia gassosa. Meno tragicamente, con un assetto corretto consumerete meno aria (e le immersioni saranno più lunghe e sicure), eviterete di fracassare maldestramente magnifici coralli più longevi della piramide di Giza, sarete più stabili effettuando foto e riprese subacquee, e potrete fare gli splendidi durante le soste di sicurezza (o la deco) nel blu. Sono sicuro che avete tutti un controllo dell’assetto pazzesco. È giusto per scrupolo che mi permetto di dare una manciata di consigli per migliorare il controllo dell’assetto. 1) Utilizzate una pesata appropriata Molti neofiti utilizzano un eccesso di zavorra, ritenendo che un assetto da oloturia minimizzi il rischio di pallonata (il che a essere sinceri è vero, e che ora la PADI proceda con la radiazione). Tuttavia, troppa zavorra vi porterà a gonfiare troppo il GAV in profondità, aumentando la resistenza all’avanzamento e favorendo una posizione non orizzontale nel nuoto. Una posizione da pesce palla in preda al panico, insomma. E non occorre una laurea in fluidodinamica per intuire che più attrito significa più fatica, più consumi e tutto ciò che ne consegue (inclusa la perdita di sicurezza). Cercate quindi di trovare la zavorra minima in grado di fornirvi il giusto assetto. 2) Fate un buon controllo della pesata durante la check-dive È il primo corollario del punto precedente. Vi suggerisco di fare il controllo subito, appena entrati, per avere una zavorra approssimativamente corretta (alla quale vi suggerisco di aggiungere 500 gr -1 kg di zavorra per la ragione che sarà...